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Ti ascolto, non solo con le orecchie ma con tutto me stesso, col cuore, con gli occhi e con l’anima. Lo dice anche l’ideogramma giapponese che descrive l’arte dell’ascolto.
Sento la tua energia, le tue emozioni e soprattutto la tua potenzialità, che immagino e visualizzo insieme alla tua figura a obiettivo realizzato.
E ti vedo perché ti riconosco come persona e come potenziale. Siamo in due in questo percorso per aiutarti a raggiungere ciò che vuoi. Siamo entrambi sulla stessa barca.
Tra Coach e cliente si instaura una relazione reciproca fondata sulla lealtà e sulla fiducia e diventa uno strumento fertile in quanto genera, costruisce e produce un cambiamento che permette a entrambi di evolversi. Il valore di una relazione sana tra coach e cliente, si concretizza in azioni che accompagnano e sostengono il progresso della società intera, in quanto sono entrambi connessi.
Quindi il coaching riflette un valore sociale immenso.
Possedere un’identità nel momento in cui l’altro ci vede , ci rispetta e ci riconosce come persona; questo significa mettersi in gioco e si riferisce anche all’individualità dell’ essere umano; esporsi l’uno all’altro (ti vedo / sono qui) ed essere disponibili ad incontrare le reciproche differenze, rendono l’incontro di coaching un limbo dimensionale che affonda le radici in un’etica e in un’ideologia paragonabile alla filosofia di antiche saggezze tuttora tramandate da generazione in generazione, come ad esempio l’Ubuntu, ossia quella filosofia tipica dell’Africa sub-Sahariana che si fonda sulla fiducia e sulle relazioni reciproche delle persone.
Ubuntu è un’espressione in lingua bantu che significa “benevolenza verso il prossimo”.
È una regola di vita, basata sul riconoscimento e sul rispetto verso l’altro. Appellandosi all’Ubuntu si è soliti dire Umuntu ngumuntu ngabantu, “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”.
Questa filosofia esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche delle proprie responsabilità, poiché è una spinta ideale verso l’umanità intera, un desiderio di pace e di co-evoluzione.
A livello sociale, nell’ ottica della filosofia Ubuntu, il rito del saluto assume un significato fondamentale: la formula più diffusa, che equivale al nostro ciao, è l’ espressione SAWU BONA, che significa TI VEDO, a cui un membro della stessa tribù risponderebbe dicendo SIKHONA, SONO QUI.
Tradotto: finchè l’altro non mi vede io non esisto. Nella fisica quantistica corrisponde al concetto secondo il quale un fenomeno esiste, solo nel momento in cui lo osservo.
Il coaching così inteso diventa allora anche uno stimolo al riconoscimento dei propri valori, e ciò costituisce uno dei bisogni fondamentali dell’uomo.

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